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La mia storia!

Premetto che i miei genitori sono entrambi cubani e ciò fa di me cubana a tutti gli effetti. La situazione in italia ogni giorno peggiorava cosi abbiamo studiato i possibili posti dove potevamo andare, non avevamo una richiesta di lavoro ne avevamo qualcuno che si avesse detto venite qui che noi vi aiutiamo quindi dovevamo essere molto sicuri dei passi da dare sopratutto perché quando hai una figlia, diventata tutto più complicato. Potevamo andare in qualche paese della comunità europea per questioni di documenti magari ibiza perche conosciamo bene lo Spagnolo ma la Spagna anche lei ha la sua crisi magari a Londra ma non conoscevamo l'inglese e ci sembrava anche una città molto fredda e come dice mio marito se proprio dobbiamo lasciar casa almeno che faccia caldo e che abbia il mare. A miami é praticamente state tutto l'anno c'è il mare e la maggior parte della popolazione parla Spagnolo ho molti amici e parenti e tutte le altre volte  che siamo andati in vacanza abbiamo conosciuto molti italiani quindi ci siamo sentiti come a casa. Miami era perfetta tranne che non faceva parte della comunità europea ma io sono cubana e i cubani in america sono privilegiati (L'atto di regolazione cubano 1996 (CAA, per il suo acronimo in inglese) fornisce una procedura speciale, sotto il quale gli indigeni di Cuba o cubano cittadini e loro coniugi e figli di accompagnamento si possono applicare per una carta verde (residenza permanente).  CAA fornisce al procuratore generale degli Stati Uniti la discrezione per concedere la residenza permanente a quelli nati a Cuba o cittadini cubani applicano per una carta verde se: Sono fisicamente presente negli Stati Uniti per almeno 1 anno Sono stati ammessi o concessi il permesso di ingresso Sono ammissibili come immigrati Applicazioni per una carta verde (residenza permanente) possono essere approvate, anche se non soddisfano i requisiti di ordinari emanati sotto sezione 245 della legge di immigrazione e nazionalità (INA, per il suo acronimo in inglese). Poiché paraurti numeriche non sono rilevanti per le impostazioni sotto CAA, non è necessario che i candidati sono beneficiari di una petizione di visto immigrante.  Inoltre, i nativi di cittadini Cuba o cubano, arrivando ad un altro posto che non è una porta di ingresso ancora possono essere ammissibili per una carta verde se USCIS lui ha concesso un'azione differita ed essere ammessi negli Stati Uniti.) Cosi abbiamo deciso di prendere un biglietto per miami con l'idea di chiedere asilo politico e applicare successivamente per "la ley de ajuste cubano" come spiegato precedentemente. Il problema è stato che io e mio marito a l'epoca compagno nn eravamo legalmente sposati quindi avremo dovuto aspettare un anno e 1 giorno per fare la richiesta per poi fare il ricongiungimento famigliare al mio compagno per affrettare i tempi abbia scelto la via più complicata. Siamo arrivati come semplici turisti a miami tramite una amica siamo riusciti a prendere una casa senza dover dare documenti o dimostrare che stavamo lavorando mio marito è andato subito a miami Beach a trovare lavoro lui ha sempre avuto ristoranti in italia ed è un pizzaiolo per fortuna a miami ci sono molti ristoranti italiani e anche se allo zio ha fatto fatica nel trovar lavoro piano piano ha facendo conoscenza ha iniziato a lavorare con un orario molto lungo e stancante ma guadagnava bene io ho iniziato a lavorare nel porto di miami nel mercato del cibo, per iniziare andava bene e sopratutto per essere indocumentati. Cosa che dovevamo risolvere assolutamente. Dopo un paio di mesi siamo andati a Las vegas! Sposarsi la è praticamente a costo 0 e perché no sarebbe stato un matrimonio diverso e "solitario" . Per fortuna ho un cugino che mi ha dato una mano bella grossa nella avventura più difficile. Io e la mia piccola siamo andate in Messico per attraversare la frontiera di ritorno per gli Stati Uniti d'America e chiedere asilo Politico mio marito fuori ad aspettare senza sapere nulla di noi perché ci hanno sequestrato tutto pannolino biberon lacci delle scarpe elastico per i capelli e cellulare sarebbero state massimo 4 ore dicevano sarebbe stato felice e semplice dicevano, peccato che in quella frontiera con il Messico ci sia un carcere di massima sicurezza. Per farla breve siamo state li 30 ore in una stanza piena di donne messicane dell Honduras, dell'equatore tutte che scappavano dalla delinquenza e dei diversi cartele della mafia nei loro paesi per fortuna una volta dentro sono riuscita a rilassarmi non sapevo che ora erano e tanto meno quando saremmo uscite ma con tanti bambini mia figlia giocava e si divertiva gli ufficiali americani ti trattavano abbastanza bene davano latte a qualsiasi ore per tutte le età della migliore marca davano pampers per tutte le taglie colazione per tutti abbastanza abbondante, pranzo e cena. Sentendo lw diverse storie di quelle donne mi veniva la pelle d'oca e ho iniziato ad agitarmi quando la maggior parte di loro facevano 10 o 15 giorni chiuse li dentro! Dopo 30 ore e l'intervista finalmente mi hanno detto Benvenuta negli stati uniti d'america! Che sollievo! . Adesso sapevo che nessuno mi poteva sbatter fuori non ero più illegale e in un anno avremo io e la mia famiglia la residenza permanente in america e dopo 5 anni la cittadinanza sono arrivata in america a tutti gli effetti il 24/7/14 e da quella data stiamo aspettando un anno per la residenza e lottando per "il sogno americano"
Da imprenditori stavamo già entrando nella fase “stress” . La situazione in Italia era sempre peggio,  l’ansia, ci ha portati sempre più sul punto del dubbio. Volendo a tutti costi evitare le azioni legali, la rovina finanziaria, una possibile crisi sentimentale o i problemi di salute, abbiamo studiato i possibili posti dove potevamo andare e iniziare da capo … un po d’aria nuova, di GENTE nuova… ma non avevamo i piedi per terra da nessuna parte e sicuramente non avevamo l’appoggio di nessuno.
Quindi dovevamo essere molto sicuri dei passi da dare, sopratutto perché quando hai figli, diventata tutto più complicato, all’epoca Victoria, la mia bambina più grande, aveva appena 1 anno. Potevamo andare in qualche paese della comunità europea per questioni di documenti, abbiamo pensato alla Spagna, magari Ibiza, perché conosciamo bene lo Spagnolo e sarebbe stato un punto a nostro favore, ma la Spagna anche essa aveva la sua crisi economica dal 2008. I paesi dell’europa settentrionale ci sembravano troppo freddi e grigi, la parte centro-orientale dell’europa non l’abbiamo presa nemmeno in considerazione e la Germania è il secondo paese al mondo scelto per destinazione dell’immigrazione internazionale e anche se preceduto solo da gli Stati Uniti abbiamo preferito fare folla in una città americana , e come diceva mio marito
_se proprio dobbiamo lasciar casa, almeno che sia per andare in una città di mare.
Ed eccoci qua, a Miami da ben 2 anni. In realtà non è stato difficile fare una scelta su quale città americana andare dato che mio marito è rimasto sbalordito e completamente innamorato dal panorama e dalle palme di questa città le tante volte che siamo venuti in vacanza precedentemente. Il problema consisteva nel come andare, problema perché si sa che gli Stati Uniti sono rigidissimi quando si tratta di immigrazione, rischiando che la quantità di documenti e la burocrazia faccia passare la voglia anche ai più motivati e bisognosi, spesso si può sprecare un sacco di energie e soldi e per noi la cosa fondamentale era no ritrovarci al punto di partenza e riuscir a concludere qualcosa. Entrando sul sito ufficiale dell’ambasciata americana abbiamo cercato i tipi di visto (visas) sperando di trovare qualcosa che facesse al caso nostro.
B–1. B–2. Viaggi di lavoro
F. Per motivi di studio
M. Per motivi di studio non accademico o professionale
J. Anche detto ( exchange visa ) per scambi culturali, tirocini, ricerche accademiche , ecc.
H,L,O,P,Q. Lavorare per un periodo determinato presso un datore americano .
Dopo tante lettere e l’entusiasmo in bilico abbiamo cercato anche Visto per artisti in America, Lotteria per vivere in America , Aprire una attività in America. APRIRE UNA ATTIVITÀ IN AMERICA!? soldi, soldi tanti soldi e quando la speranza stava ormai per spegnersi BING!!! una luce al fondo del tunnel
(L’atto di regolazione cubano 1996 (CAA, per il suo acronimo in inglese) fornisce una procedura speciale, sotto il quale gli indigeni di Cuba o cubano cittadini e loro coniugi e figli di accompagnamento si possono applicare per una carta verde (residenza permanente). CAA fornisce al procuratore generale degli Stati Uniti la discrezione per concedere la residenza permanente a quelli nati a Cuba o cittadini cubani applicano per una carta verde se:
Sono fisicamente presente negli Stati Uniti per almeno 1 anno
Sono stati ammessi o concessi il permesso di ingresso
Sono ammissibili come immigrati Applicazioni per una carta verde (residenza permanente) possono essere approvate, anche se non soddisfano i requisiti di ordinari emanati sotto sezione 245 della legge di immigrazione e nazionalità (INA, per il suo acronimo in inglese). Poiché paraurti numeriche non sono rilevanti per le impostazioni sotto CAA, non è necessario che i candidati sono beneficiari di una petizione di visto immigrante. Inoltre, i nativi di cittadini Cuba o cubano, arrivando ad un altro posto che non è una porta di ingresso ancora possono essere ammissibili per una carta verde se USCIS lui ha concesso un’azione differita ed essere ammessi negli Stati Uniti.) Sono nata a Cuba a maggio del 1990. Era perfetto.
Cosi abbiamo deciso di prendere un biglietto per Miami e arrabattarci per un anno e applicare successivamente per “la ley de ajuste cubano” come spiegato precedentemente. Purtroppo mio marito ed io all’epoca non eravamo legalmente sposati e non sapevo quanto realmente questo poteva diventare il mio bastone fra le ruota magari non aveva importanza avendo una figlia in comune ma non me la sentivo di rischiare. Per affrettare i tempi abbia scelto la via più complicata. Siamo arrivati come semplici turisti a Miami e tramite una amica siamo riusciti a prendere una casa senza dover dare costanza della nostra legalità  o dimostrazione  di un attuale lavoro garantendo la sicurezza economica e la puntualità col pagamento dell’affitto. Uno dei tanti pregi di mio marito e che no sa starsene con le mani in mano. Il secondo giorno di essere atterrati aveva fatto un colloquio in un ristorante italiano a Miami Beach. Eravamo per lo più in territorio sconosciuto (in questi casi le vacanze prescindenti  non contavano nulla)  quindi anche se in territorio straniero anzi mi correggo noi stranieri in territorio nuovo abbiamo cercato quello che più ci avvicinava a casa. Cosi il terzo giorno stava facendo le sue prime 8 ore di lavoro e iniziando quella che sarebbe stato l’inizio della sua grande esperienza lavorativa negli Stati Uniti. Per iniziare da completo fuorilegge $10 l’ora andava bene. Ma questo stato migratorio era la prima cosa da risolvere assolutamente, cosi dopo un paio di mesi siamo andati a Las Vegas! Il piano era SPOSARCI alla ”Una notte brava a Las Vegas”
e questa è una altra storie che magari vi racconterò in una successiva occasione.
Per fortuna ho un cugino che abita a Las Vegas Nevada e ci ha dato una mano bella grossa nella avventura più difficile. Dopo finalmente sposati io e la mia piccola siamo andate in Messico per attraversare la frontiera di San Diego con Tijuana, uscire e subito dopo rientrare  negli gli Stati Uniti e chiedere “ASILO POLITO” mio marito fuori ancora in suolo americano ad aspettare, senza sapere nulla di noi. Dopo una coda chilometrica ci hanno sequestrato tutto, tutti gli oggetti personali dai pannolini ai lacci delle scarpe. 4 ore massimo, giusto il tempo delle pratiche, le verifiche e subito la dimissione, mi dicevano che sarebbe stato veloce, facile e semplice. Dicevano, peccato che in quella frontiera col Messico c’è un carcere di massima sicurezza. Ero in una stanza piena di donne e bambini del Messico, dell’Honduras, dell’Equatore e di tanti altri paesi del Sudamerica tutte che scappavano dalla delinquenza e dei diversi (cartelle della mafia) del loro paesi, per fortuna una volta dentro sono riuscita a rilassarmi, non sapevo che ora erano se sera o ancora giorno, mi sembrava di essere li da una eternità non avevo idea di quando saremmo uscite da li, non ero nervosa, non ancora, mi preoccupava quello che poteva sentire mio marito la fuori senza sapere nulla di noi. Gli ufficiali americani ci trattavano abbastanza bene, per la bambina mi davano latte e i pannolini all’occorrenza o qualsiasi cosa potevo necessitare. Una tv abbastanza grande occupava gran parte del muro affianco a me e la voce dei personaggi animati coprivano tutta la stanza lasciando la mia bambina e gli altri bambini molto concentrati su (Dora la exploradora) all’ora prevista sono arrivati con quello che poteva essere la cena … un burrito messicano… non sono riuscita a mangiare nulla, proprio perché era da tutto il giorno che non mangiavo, accorgermene che dalle 10 del mattino ero li e che ormai era sera mi ha chiuso lo stomaco completamente. Nessuno parlava con noi gli ufficiali di emigrazione passeggiavano avanti e indietro ma nessuna parola o informazione usciva dalla loro bocca. Fra una cosa  e l’altra davo ascolto in silenzio e le chiacchiere di alcune donne che parlavano fra di loro sembrava come se si conoscessero da tutta la vita … ascoltavo le loro storie … ascoltare è stato un grosso errore ho scoperto che la maggior parte di quelle donne stavano li da settimane addirittura mesi. Non sono riuscita a controllare le lacrime. Mi considero una donna forte e mi sento pronta per affrontare l’avversità ma in quel momento l’ignoto mi stava mangiando viva. La mia bambina era calma giocava con altri bambini, per lei era come un asilo nido o una gita scolastica in una piccola stanza di colore azzurro con tanti cuscini e coperte a terra per il “confort”. Altre ore sono passate. La colazione non ha tardato in arrivare, eravamo a circa 24 ore, ora in più ora in meno. Quando iniziavo a farmi delle amiche per le quali sentivo una pena profonda. Donne, mamme che scappavano da una realtà cruda, da una sorte peggiore della mia una realtà che i media italiani non dicono. Come se quella parte del mondo non fosse importante. Quando ormai mi stavo abituando all’idea di passare li dei giorni anche settimane mi hanno chiamata. Dopo 30 ore e l’intervista con l’agente di emigrazione che aveva fatto un corso di lingua italiana, finalmente si è alzato in piedi e mi ha detto
_Benvenuta negli Stati uniti d’America!
In quel momento era iniziato THE FINAL COUNTDOWN dell’anno di tempo che la mia famiglia ed io dovevamo aspettare per finalmente riceve la GREEN CARD in quel momento è iniziato
The American Dream

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8 thoughts on “La mia storia!

  1. Claudia says:

    Very appealing story, and supportive for those who are still seeking for the same purpose. I would like to ask you a question, from your point of view can you describe more how is the socioeconomic situation right now in Italy? like what were the most relevant barriers you had in Italy? thank you in advance

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  2. Chiara says:

    Ciao Arlen
    Mi chiamo Chiara sono sposata da circa un’anno , ho una laurea in lingue ma è come se non l’avessi purtroppo niente lavoro niente di niente.Mio marito e’geometra ha una piccola ditta edile ma la crisi qui non promette nulla di buono ,vorrei aiutarlo ma proprio non so come fare ormai e’sempre triste .Dice di voler fare il dipendente in qualche ditta al nord che le tasse lo stanno uccidendo perché chi lavora e’penalizzato , io sono scettica perché A Napoli così come al nord non credo cambi tantissimo pertanto fosse per me verrei in America dove chissà potremmo realizzarci e realizzare il sogno di allargare la famiglia ma la lingua e’un handicap per mio marito e’questo e’un vero problema.In ogni caso la tua esperienza e’portatrice di speranza e speriamo infonda un po’ più di speranza anche a me.Baci a voi e alla polpetta!

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    • arlenvillar27blog says:

      Ciao chiara. .. grazie delle parole e di condividere con me parte della tua storia. Venire in america potrebbe non essere un impossibile magari non sai del visto E1 E2 per investitori o sponsor? Se non sei informata io posso domani scriverti spiegandoti dettagliatamente. .. sono stata in consulenza con un avvocato per i possibili modi di residenza in america e il visto E1 o E2 sono i più richiesti da parte della comunità europea! Un saluto forte e grazie ancora

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  3. Alexandra says:

    Cara Arlen
    Io sono una Svizzera di 27 anni e ho due bebé.
    Io sono un’estetista a St.Moritz e mio marito lavora in un’impresa di ponteggi.
    Ok…dirai…la Svizzera è ricca! Certo lo è…ed è anche carissima.
    Mio marito è di origine portoghesi e gli stranieri sono malpagati e maltrattati purtroppo. Da noi ci sono tanti diritti e tante cose funzionano alla perfezione…altre no…ovvero quelle importanti come l’aiutare il prossimo.
    Gli Svizzeri sono terreni,freddi e aimè spesso molto calcolatori.
    Da quando ho imparato a sognare sogno l’america…per le culture..per la gente…per tutto.
    Alcuni anni fa mio marito è stato a New York a cercare lavoro…ma, non avendo un appiglio…ha dovuto ritornare dopo 3 mesi senza una Greencard ma con un bagaglio di esperienze positive. Non esiste proprio maniera di trovare lavoro in America? è veramente così difficile emigrare con bambini? Tanti auguri per la tua avventura…Alexandra..

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    • arlenvillar27blog says:

      Ciao ale! Guarda l’America è una nazione contraddittoria non è semplice avere una greencard ne vivere legalmente nel territorio ma ci sono 11 milioni di indocumentati che vivono e lavorano da anni e anni e vivono come tutti ma vivere indocumentati è una scelta nn facile del resto legalmente ci sono due visti E1 E2 per investitori o sponzzorizati come detto nel commento precedente ad una ragazza non so se lo vedi! Io posso informarmi per voi!

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